La dama e le dame

Il gioco da tavolo della dama, oltre che essere un gioco tradizionale, è un gioco che spesso funge da introduzione a questo mondo. Perchè è un gioco che viene reputato tutto sommato “facile”, assai più facile degli scacchi, le cui regole sono più semplici sia da imparare che da insegnare. Ma è davvero così?

Damiera per dama italiana; 8×8, prima mossa al bianco, cantone in basso a destra

Se vi trovaste di colpo catapultati ai campionati mondiali di dama, o ad un torneo internazionale, scoprireste con sorpresa che forse non è così tanto vero, che le regole con cui si gioca lì sono diverse da quelle che conoscete, che persino il numero delle pedine è diverso, ed altrettanto la loro posizione sulla plancia da gioco.

Già perchè della dama esistono moltissime versioni “nazionali”: inglese, russa, polacca, italiana, brasiliana, ceca, spagnola (per citare solo quelle che lo scrivente conosce!).
E poi c’è la dama cosiddetta internazionale, di cui scrivevo prima, che è quella polacca.

Le somiglianze

Partiamo dalle cose in comune. Due giocatori, che giocano su una damiera di caselle colorate in modo alterno, di solito bianco e nero, come gli scacchi, che cercano di catturare i pezzi avversari scavalcandoli, muovendo in diagonale.

Quando e se una pedina riesce ad arrivare al lato opposto della damiera viene promossa a “dama”, e la dama è un pezzo che ha proprietà particolari nel gioco.

Fin qui le somiglianze. Passiamo ora alle differenze.

Le differenze

Prima di tutto la damiera.

In Italia per giocare a Dama, siamo abituati a giocare sulla stessa plancia che utilizziamo per gli scacchi, ossia la damiera è uguale alla scacchiera: 8×8, 64 caselle.
Per giocare all’italiana, il cosiddetto cantone deve essere nero ed in basso a destra.
La prima mossa, come per gli scacchi, tocca al bianco.
Le pedine mangiano soltanto in avanti.
Le pedine non possono mangiare le dame.

Anche in Inghilterra, per giocare a Draughts o Checkers, la damiera misura 8×8, 64 caselle.
Il cantone è sempre nero ed in basso, ma a sinistra!
La prima mossa, diversamente dagli scacchi, tocca al nero.
Le pedine mangiano soltanto in avanti.
Le pedine possono mangiare anche le dame!

In Polonia e nella dama internazionale le cose cambiano di parecchio.
Anzitutto la damiera è 10×10 (quindi si parte con 20 pedine in campo per parte, anzichè con 12). Il cantone è nero, in basso, a sinistra.
Le pedine muovono come sempre in avanti ma possono mangiare sia in avanti che in indietro e possono mangiare anche le dame!
Esistono poi le cosiddette “dame volanti“. Nel senso che, mentre nel gioco all’italiana o all’anglosassone le dame saltano una casella soltanto per mangiare, giocando al modo internazionale le dame possono spaziare per tutta la diagonale, come se fossero gli alfieri del gioco degli scacchi. Ossia potrebbero mangiare una pedina, ma poi fermarsi una, due o tre posizioni avanti, come più gli conviene.

Qui mi fermo altrimenti mi e vi confondo; per approfondire, nella pagina del sito dedicata ai regolamenti, trovate i dettagli.

La storia

La dama (dal latino domina, che indica sia il pezzo più importante che l’intero gioco) è un gioco antichissimo. Pensate che il primo completo da gioco, damiera più pedine, risale a 5000 anni prima di Cristo, forse prima, ed è stato rinvenuto in Egitto. E’ immortalato, il gioco della dama, su papiri e pergamene, ed anche su una antica anfora (nel Museo Etrusco in Vaticano), dove sono raffigurati Achille ed Aiace che giocano una partita. Di cubea per l’esattezza.

Anche il faraone Ramses giocava a dama…

Eh si. Perché anche nel tempo antico, paese che vai, modo di giocare che trovi. Troviamo damiere 3×3, 6×6, 3×12. In Grecia e poi anche altrove si giocava solo con la damiera e le pedine (petteia, da pessos=pedine), o con la damiera, le pedine e un dado da gettare prima di ogni mossa (cubea, da cubo=dado).

L’anfora Exekia dei Musei Vaticani, dove Achille ed Aiace giocano a cubea

Il nome Dama si impose in Francia, dove veniva ritenuto un gioco più adatto alle signore, per cui lo si chiamò “jeu de dames” (gioco delle signore), poi abbreviato in Dames, ed infine in Dama.

Matisse, La famiglia del pittore (con la dama in bella vista!)

In Russia la dama ebbe un successo strepitoso, come anche gli scacchi del resto, ed è tuttora giocatissima ad alti livelli. Il celeberrimo romanziere Lev Tolstoj era un grande appassionato ed usa la similitudine con una partita a dama nel suo romanzo Guerra e pace per descrivere le scelte di Napoleone Bonaparte e del suo oppositore Kutusov nella battaglia di Borodino (conosciuta anche come battaglia di Mosca, 7 settembre 1812). Particolarità della dama russa? La presa non obbligatoria. Se puoi e vuoi mangi, altrimenti segui la tua strategia.

Matisse, Odalisca sopra un sofà turco

Il gioco risolto

Una curiosità per chiudere questo post (poi mettetevi a giocare!). La dama è uno di quei giochi cosiddetti “risolti“. Cosa significa? Che nel 2007 gli scienziati hanno messo a punto un programma di nome Chinook, che conosce tutte e cinque i miliardi di posizioni possibili e che è impossibile da battere.

Un giocatore che non commetta alcun errore durante la partita, potrebbe al massimo costringere Chinook alla patta. Del resto, gli esperti ed i più grandi giocatori lo sospettavano. Se nessuno dei due umani che solitamente si confrontano commette errori, la partita si chiude in parità.

Se vi va di tentare la sorte… però prima dovete studiare bene le regole internazionali!!!

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